Maria Neve Vallone
Due tecniche artistiche si fondono per restituire una duplice interpretazione del paesaggio:
l’acquarello con la sua stesura delicata richiama la fugacità del tempo e lo sbiadire dei ricordi, fornendo al contempo una fedele riproduzione delle cromie tipiche dei boschi e delle campagne;
la sostanza materica del calco in gesso della foglia permette di fermare, come una fotografia, l’unicità di quel frammento, rappresentando la parte più tangibile dell’opera.
L’accostamento di entrambi gli elementi all’interno della cornice mette in relazione molteplici concetti, quali la memoria e l’oblio, l’assenza e la presenza.
l’acquarello con la sua stesura delicata richiama la fugacità del tempo e lo sbiadire dei ricordi, fornendo al contempo una fedele riproduzione delle cromie tipiche dei boschi e delle campagne;
la sostanza materica del calco in gesso della foglia permette di fermare, come una fotografia, l’unicità di quel frammento, rappresentando la parte più tangibile dell’opera.
L’accostamento di entrambi gli elementi all’interno della cornice mette in relazione molteplici concetti, quali la memoria e l’oblio, l’assenza e la presenza.

