Elia Valeo

La performance “Io corpo, io carne, mai manifesto” è il punto in cui l’intimità si rovescia e si fa esposizione, dove la vulnerabilità diventa scelta e la sottrazione linguaggio.
Elia Valeo occupa lo spazio con il suo corpo, Alessia Bozzarello entra e con un gesto lento, accurato, inesorabile lo espone.
Una violenza silenziosa, mai gridata, che prende forma nel movimento circolare della co-performer, nel suo evitare lo sguardo dell’artista, nel sapere esattamente cosa sta togliendo e cosa sta mostrando.
L’artista resta fermo. Non oppone resistenza, non devia, non interpreta. Sta.
La sua presenza radicale trasforma l’immobilità in atto politico: il corpo non chiede di essere compreso, accolto o giustificato — ma afferma un’esistenza che si mostra senza chiedere permesso.
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